COORDINAMENTO SINDACALE AUTONOMO

 

                          S E Z I O N E       D I       T O R I N O

 

                            P.za IV Marzo n. 17 – 10122   Torino

 

                                                                                          

 

 

 

Al Sig. ASSESSORE ALLE RISORSE UMANE

Dott. BORGIONE

 

Al Sig. DIRETTORE GENERALE

Ing.  CESARE  VACIAGO

 

e p.c.  I DIPENDENTI

DEL COMUNE DI TORINO

 

Egregio Sig. Assessore,

dall’analisi di quanto esplicitato nella circolare n° 003123 del 16/03/05 relativa al nuovo SERVIZIO MENSA  appare evidente la Sua scarsa partecipazione alle problematiche dei dipendenti e probabilmente la poca dimestichezza con le norme in merito alla tassazione (IRPEF) vedasi tabella, tanto e’ vero, che l’innalzamento del valore mensa dagli attuali euro 5,16 ai 6,60 euro, ha di fatto volontariamente superato il limite di non tassazione fissato alla quota di euro 5,29.  

L’adozione di quanto sopra potrebbe portare in alcuni casi al superamento degli scaglioni di aliquota IRPEF attualmente previsti.

 

FASCE ATTUALI DI REDITO

ALIQUOTA IRPEF

COSTO ATTUALE PRANZO

NUOVO COSTO PRANZO

LIMITE DI NON TASSAZIONE TICKET

DIFFERENZA GIORNALIERA SU CUI APPLICARE IRPEF

QUOTA GIORNALIERA DI   IRPEF PAGATA

VALORE REALE BUONO RISPETTO VALORE NOMINALE

TOTALE ANNUALE SU CUI PAGARE IRPEF PER CIRCA 200 PASTI

TOTALE IRPEF ANNUA PAGATA IN BASE ALLO SCAGLIONE REDDITO

FINO A 26.000,00

23%

€ 5,16

€ 6,60

€ 5,29

€ 1,31

€ 0,30

€ 6,30

€ 262,00

€ 60,00

DA 26.001,00 A 33.500,00

33%

€ 5,16

€ 6,60

€ 5,29

€ 1,31

€ 0,43

€ 6,17

€ 262,00

€ 86,00

DA 33.501,00 A 60.000,00

39%

€ 5,16

€ 6,60

€ 5,29

€ 1.31

€ 0,51

€ 6.09

€ 262,00

€ 102,00

> 60.000,00

39%+4%

€ 5,16

€ 6,60

€ 5,29

€ 1.31

€ 0.58

€ 6.02

€ 262,00

€ 116,00

 

Dalla tabella si evince che con questo metodo ogni dipendente dovrà quotidianamente integrare cifre diverse per raggiungere il valore nominale del pasto finendo per avere, oltre che una palese e non accettabile  discriminazione tra dipendente e dipendente, una erosione del suo stipendio che per la fascia più bassa è pari a 5,00 € al mese fino ad arrivare nei casi limite a € 9,67.

Il fatto che più ci ha stupito è che queste decisioni sono state assunte senza un confronto con le OO.SS. , ancorché   Lei abbia dichiarato, in sede di informativa, di essere stupito dall’atteggiamento del CSA e di altre sigle sindacali,  dichiarando che esisteva una forma di accordo preso da non si sa chi con gli Assessori BONINO E PEVERARO; pertanto la invitiamo a dare risposta scritta in ordine a quali sigle abbiano eventualmente preso l’accordo da Lei citato.

In difetto di tale comunicazione saremo costretti a pensare che anche a Lei sia utile riflettere prima di parlare onde evitare di essere appellato quale “PINOCCHIO”.

Lo scrivente CSA ritiene che la decisione assunta sia fortemente penalizzante nei confronti dei dipendenti.

Si ribadisce quindi la necessità di un confronto serio tra le parti affinché si individui una soluzione ragionevole che possa sfociare in un reale accordo, in difetto del quale comunichiamo sin d’ora che saranno poste in essere tutte le iniziative necessarie alla tutela dei dipendenti.

Cordiali saluti


IL COORDINATORE C.S.A.